Non è un destino segnato. Non è un caso isolato. Non è una condizione sociale. Non è sempre visibile. Non è la normalità. Non è amore.
Femminile plurale, del genere che urla NO con gli occhi, la bocca, le mani, che scalcia contro chi vuole ferrarlo; queste sono le DONNE a cui vorrei costruire quel senso di protezione che hanno perso, intorno alle quali generare uno spazio in cui sentirsi progetto di se stesse.
La Casa delle Donne.
NO. Non un luogo in cui rifugiarsi ma dal quale aprirsi nuovamente.
NO. Non il luogo solo del nero ascolto ma di scambio di esperienze che possano ricolorarsi.
NO. Non per isolarsi ma per accogliere gli uomini che le braccia le usano per aiutarci a costruirla, tese ancora a cingerci la Vita.
NO. 365 volte NO.
Perché tutti i giorni si ricordi che di passionale in un omicidio non c'è nulla; che 'dai, fate la pace' lo si suggerisce ai Paesi in guerra; che gli occhi neri stanno bene solo ai pirati; che le parole, pur sottili, provocano lividi; che un NO non è un sì malcelato.
Almeno una volta, una. Per curiosità, per sbaglio, per gioco, per spirito cameratesco, in gioventù, in disperazione, abbiamo partecipato alla capitalista e truce Festa della Donna.
Ora, per eliminare quel singolo ricordo, proprio oggi proviamo a metterci nei panni, e non solo metaforicamente parlando, di un uomo. E vedere di nascosto l'effetto che fa.
Venite anche voi?
Se la Senhorita Flor fosse un uomo...
Se fossi un uomo sarei quel genere di canaglia che ti porta in riva al mare, sotto le stelle, e ti racconta le favole al chiaro di luna, solo per averti.
Se fossi un uomo mi amerei solo 25 giorni al mese. Che non è poco.
Se fossi un uomo mi farei.
Se fossi un uomo non capirei perché le donne vanno sempre in bagno in gruppo, però direi con orgoglio che chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia.
Se fossi un uomo mi toccherebbe tenere aperte le porte dei ristoranti, cedere il passo, portare le valigie pesanti e cambiare le gomme a terra. E invece no.
Se fossi un uomo saprei come far godere una donna a letto.
Se fossi un uomo non ci arriverei.
Se fossi un uomo vorrei essere te, per un giorno. Per vedermi coi tuoi occhi, e capire cosa trovi dentro ai miei.
Se StancaMe fosse un uomo...
Se fossi un uomo sarei meno complicata, avere un pene è una cosa così semplice! O sta su o sta giù o fa pipì, mica è come avere un anfratto nascosto e misterioso come la vagina!
Se fossi uomo farei figli a più non posso, con centinaia di donne differenti, tanto non dovrei partorirli, ma almeno la mia discendenza conquisterebbe il mondo!
Se La Saki fosse un uomo...
Se fossi uomo avrei una scusa per non fare nulla in casa.
Non mi preoccuperei di essere inelegante utilizzando termini volgari.
E non mi sentirei a disagio per la comparsa di un nuovo brufolo.
Perché il sesso è solo un pensiero superficiale.
Se Liss&Curl fosse un uomo...
Se fossi un uomo mi farei sferrare un calcio ai gioielli, per verificare se il dolore è almeno pari a quello del parto.
Se fossi uomo l'unico nodo alla gola che avrei sarebbe quello della cravatta.
Se fossi uomo non mi sentirei nuda senza anelli, bracciali, collane ed orecchini. A meno che non sia un rapper.
Se fossi uomo uscirei di casa ogni mattina spettinata. A meno che non sia una drag queen.
Se fossi uomo riderei alle battute di Panariello.
Se fossi uomo prenderei in braccio la mia donna per sollevarla dalle preoccupazioni terrene.
Se la Principessa col Righello fosse un uomo...
Se fossi un uomo non farei la ceretta.
Se fossi un uomo sarei mio padre.
Se fossi un uomo pianterei un albero di mimosa per la mia donna.
Se fossi un uomo....non voglio essere un uomo!!
Se La K fosse uomo...
Se fossi un uomo farei esperienza sul funzionamento del cervello maschile.
Se fossi un uomo sarei un gentleman, ma solo a volte. Dolcezza e mazzeeete.
Se fossi un uomo metterei i piedi sul tavolino in soggiorno (ops! quello lo faccio già). Ma sparecchierei sempre.
Se fossi un uomo vorrei provare un orgasmo, per verificare che vada meglio a noi.
E se fossi un uomo farei l'elicottero, sperando di potermelo permettere (si sa, è una questione di elica) ;)
Se The Iron Lady fosse un uomo...
Se fossi un uomo non mi dovrei sentire in colpa se non sento "l'istinto familiare". Se non mi è ancora venuta voglia di fare figli a 33 anni più che suonati.
Se fossi un uomo, per decidere se costruirmi una famiglia o meno, avrei più tempo (vedi Julio Iglesias o Marlon Brando).
Se fossi un uomo non mi sentirei un alieno se volessi andare a vedere la partita di calcio della mia squadra preferita, da sola al bar.
Se fossi un uomo sicuramente avrei fatto più carriera, e guadagnato di più. Ma sarei stata meno brava. Si sa, solo le donne sanno essere multitasking.
Se fossi un uomo, arriverei a casa la sera e potrei buttarmi sul divano o davanti al pc. Senza pensare alla cucina, alla lavatrice, ai mestieri di casa.
Se fossi un uomo potrei raccontare il mio passato senza aver paura di essere considerata una poco di buono, ma solo un uomo che si è tanto divertito nell'attesa di incontrare l'Amore della sua Vita.
Se fossi uomo, e questo è sicuro, farei di tutto pur di stare insieme ad una donna come me.
Se Senzazucchero fosse un uomo...
Se fossi uomo ironizzerei liberamente su alcune frivole abitudini femmini alle quali invece, per spirito cameratesco, spesso faccio buon visto davanti, e occhi storti dietro.
Se fossi uomo piscerei ad ogni cantone di una piazza affollata, con un cartello sulla schiena recante scritta "Questo è per tutte le volte che l'ho tenuta fino a casa".
Se fossi uomo mi laverei sempre le mani dopo aver usato il bagno.
Se fossi uomo non conoscerei la primordiale sensazione derivante dal mal di piedi da tacco.
Se fossi uomo rispetterei le donne.
Se La Cozza fosse un uomo...
Se La Menguez fosse un uomo...
Se fossi uomo sarei io...
beh, senza tacchi e con lo sguardo lungimirante per riuscire a leggere con profondità lo svolgersi dei nostri tempi moderni.
"Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l'inquilino." Victor Hugo
Mi chiedo se sia perchè 'faccio CASA' dappertutto che ho scelto di fare l'architetto.
O forse è il contrario.
E che tipo di casa potrei essere, io, per gli altri, i visitatori; quelli che, leggendo il cartello 'Affittasi', prendono un appuntamento per valutare i miei spazi, la luce, gli affacci, se possieda un ripostiglio abbastanza grande da contenere i loro segreti.
Affittasi, peró.
Perchè di vendermi non se ne parla.
La mia è una casa romana, distribuita intorno a due cortili, con una parte privata ed una pubblica. Ma i cortili, non foss'altro che per definizione, si chiudono su se stessi, e sono scoperti; perciò ci piove dentro, che sia atrium o peristilium, e non fare allagare le stanze è sempre difficile.
E se l'acqua è di mare scava la roccia e mi costruisco una grotta, riparo ancestrale, irrazionale, testardo, in cui gli occhi si abituano presto al buio, così comodo perché cela, e svelare fa troppa luce.
Poi mi viene voglia di elevarmi, e la mia è una casa a torre, tutta sviluppata in verticale, razionalista, svettante; ed è un continuo su e giù, dai piani a terra al super attico, in un andirivieni verticale sempre col contrappeso, mai idraulico.
Eppure amo essere stretta tra due alloggi contigui, protetta in un'aggregazione che è casa a schiera, ascoltare i rumori che provengono dagli altri, dalle altre case, nella consapevolezza di avere una pertinenza, pure piccola, ma mia.
Come potrebbe, il potenziale locatario, esaurire la visita in un unico appuntamento?
La mia CASA sono io, io che mi spargo sul comodino anche di una camera d'albergo per sentirmi.
A casa.
Sono le persone che mi hanno, con pazienza, costruito un tufo alla volta e che quando mi si rivolgono con 'sei di tufo!' lo fanno con cognizione di causa.
Di case ne ho viste e ridisegnate tante; forse è tempo che prenda un appuntamento per definitivamente tracciare la planimetria della mia, prima che diventi casa per qualcun altro.
"Il privilegio di trovarsi dappertutto a casa propria appartiene solo ai re, alle puttane e ai ladri." Honoré de Balzac
Ecco perché io qui mi sento un pesce fuor d'acqua.
(e ragazze, siete carine a tenermici comunque, lo ammetto)
In realtà crescendo ho imparato a relazionarmi con loro, a saperci convivere, se non saperle comprendere.
Ma in linea di massima non ci vado d'accordo.
Per esempio, perché quando siamo ad un tavolo, in gruppo con gli amici, le donne devono sempre mettersi tutte vicine e fare capannello per parlare dei fatti loro? Che poi, gli uomini si immaginano che stiamo là a fare a gara a chi ha il fidanzato con il pene più lungo, o a quante ore di sesso animalesco ci hanno sottoposto (NB: qui sto scrivendo secondo il punto di vista maschile, che si discosta notevolmente dalle unità di misura reali). Vi svelo la realtà: parliamo di lavatrici e asciugatrici, di depilazione, di cellulite, di peli incarniti e, ahimé, di scarpe e borse. O meglio, non è che parliamo, parlano. Io sbadiglio, e mi allungo sulla sedia per sentire gli altri amici che commentano l'ultima partita, o parlano di motomondiale, o di qualsiasi altra cosa che non sia il confronto tra i panni asciugati al sole o nell'asciugatrice a gettoni.
Ma la cosa che più non sopporto delle donne è il non detto, il testo nascosto che va letto tra le righe, ma che dico, tra le parole, che pronunciano. L'espressione "avresti dovuto capirlo" andrebbe abolita o perlomeno vietata al genere femminile. Cosa ti costa dire, invece che pretendere che gli altri capiscano. Cosa??? Ho rotto amicizie per il concetto di avresti-dovuto-capirlo. Io non capisco, ok? A me le cose me lo dici e basta. Se non me le dici, considero solo tre possibili ipotesi:
1- E' una stronzata
2- Non hai carattere
3- Non c'è niente da capire, è solo uno sbalzo ormonale.
Pretendere di essere comprese senza dire cosa si pensa, in modo chiaro e semplice, è la prima arma di una donna. Permette di crearsi un alibi di ferro per poi rimanere irrimediabilmente deluse perché non capite. E di lì, partire con un rosario di paranoie da attaccare al malcapitato di turno.
E per concludere, care le mie ragazze, esiste il sesso senza amore, checché ne dica Venditti. Ed è spesso molto divertente e piacevole. Provateci una volta, credetemi.
(ad onor del vero però...negli ultimi tempi ho trovato delle amiche...rare persone che escono da questi meccanismi causati dal doppio cromosoma x...grazie.)
Qualche anno fa mi hanno regalato un libro. Si chiamava "Perché le DONNE non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?". Scritto a due mani da una coppia australiana. Marito e moglie. Che per quanto possano essere psicoterapeuti del linguaggio e del corpo, non fatico ad immaginare le tirate di capelli con cui avranno condito la stesura di questo piccolo manuale dei due sessi.
Oltre ad essere a tratti edificante per le spiegazioni, soprattutto scientifiche, sul perchè noi siamo fatte così e loro colì, il libro al suo interno conteneva un test. Uno di quei test per scoprire quanto sei donna o quanto sei uomo. Ricordo che lo feci e che ne risultò che sono una potenziale lesbica. Il perchè? Presumo perchè riesco a non perdermi nei corridoi della metropolitana, so leggere le cartine, so fare un parcheggio ad S e devo necessariamente abbassare il volume o spegnere la radio se mi squilla il telefono.
Ora io non sono nè psicoterapeuta, nè scienziata e ho anche scarse velleità al riguardo, ma... si: gli uomini vengono da Marte e le DONNE da Venere. Difatto però ci siamo incontrati a metà strada, sulla Terra. Abbiamo aumentato a dismisura la popolazione dando vita ai terrestri. Che non sono, seguendo questo filo logico, dei transgender, degli ermafroditi o dei trasformers, ma degli esseri umani. Maschi o femmine, che ereditano o possiedono delle caratteristiche innate. Non necessariamente indicative e identificative del proprio sesso. D'altronde non ricordo di cartelli, durante il big bang, che smistassero "patentati su Marte" e "infermiere su Venere".
Forseesteriormente uomini e donne si possono distinguere da una sola cosa. L'apparato riproduttore. O al massimo dall'appuntamento del mercoledì sera con la Champion's e del venerdì pomeriggio dall'estetista. E neanche ci metterei sempre la mano sul fuoco. Su nessuna delle due cose.
Ma interiormente, sono donna perchè mi ci sento. Non perchè confeziono bavaglini ricamati a punto croce.
Se così non fosse, sappiate che sono sicuramente più donna di molte di voi perchè so impastare la focaccia e stirare una camicia. E più uomo di molti di voi perchè riesco a montare un portalampada e individuare con facilità il "gran carro".
Credo di dovermi abituare all’idea che ho bisogno di un paio
di occhiali.
Non sono una guardona ma guardare le persone, guardare intensamente le persone mi è sempre piaciuto.
Direi quasi fissarle.
Direi che è quasi un hobby!
Rimango affascinata dai visi vissuti, da mani
che si muovono, da vestiti più o meno appariscenti o da capigliature che
sembrano posticce sul viso di chi le porta. Mi incantano le DONNE attempate col
rossetto rosso e la borsa della spesa. Le ragazzine quindicenni che escono in
autobus il sabato pomeriggio. I professori col cappotto liso l’occhiale tenuto
insieme con lo scotch e la borsa di pelle. Guardandoli la mia testa fantastica
sulle loro vite e scrive un veloce racconto su di loro. Ovviamente non sfuggono ai miei sguardi gli aitanti
giovanotti che si aggirano per la città. Con loro capita che nasca un fine
gioco di “guardo non guardo”. Il tutto fine a se stesso. Ho sempre avvistato
da lontano i miei compagni di gioco e avvicinandomi mi son sempre resa conto di
avere occhio fine nell’individuare l’avversario giusto.
Oggi mentre uscivo da lavoro ho intravisto da
lontano un ragazzo che sembrava potesse permettermi di passare piacevolmente
quei 5 minuti canonici che avevo a disposizione per fare il mio giochino. Mi avvicino per vedere meglio. Niente. Sfuocato.
Devo andare più vicino.
Cazzo
è brutto.
Non sono più la lince di una volta.
Mai mettersi contro una DONNA.
Anche se la donna è un animale individualista, per indole non propensa a fare branco, specie con altre simili.
Un po' come pollo e pollai.
Anche se la vendiamo come questione prettamente maschile.
Gli uomini sono esseri semplici. La loro gioia è spesso legata ad avvenimenti collettivo-sportivi il cui esito spesso confluisce in una regressione di massa ad essere primordiale, urlante, sudato, sputazzante e con gli occhi iniettati di sangue.
Le donne sono fondamentalmente fesse. La loro gioia è sempre rapportata ad altri esseri ed al loro vivere.
Da qui il motore che sottilmente sposta il movimento della donna. La gelosia.
E' molto difficile rapportarsi con altri esseri del genere femminile.
Bisogna saper rispettare l'altrui status, il rango e l'accessorio.
Così quando veniamo introdotte ad una nuova conoscenza femminile, il nostro sguardo di posa su di lei per soppesare in una manciata di secondi abbigliamento, scarpe, borsa, capelli, trucco, mani e tutto ciò che sia immediatamente deducibile.
Abbiamo bisogno di sapere subito se chi abbiamo di fronte è più attraente di noi, quindi individuo altamente pericoloso, o meno.
Abbiamo bisogno di quantificare quanti euro sono stati impiegati in quell'outfit.
Abbiamo bisogno di avere la certezza matematica che le nostre scarpe sono migliori delle sue.
Una donna che si sente minacciata non deve essere avvicinata come amica, altrimenti tutto ciò che potrai dire sarà sicuramente usata contro di te.
Una donna che si sente minacciata non deve essere scavalcata: ogni piccolo gesto di emancipazione personale sarà analizzato, trovato non conforme e rispedito al mittente.
Una donna che si sente minacciata potrà manifestare sintomi di isteria, ma le basterà marcare qua e là il territorio e tutto tornerà nella norma.
Insomma, è tremendamente difficile essere donna oggi.
Ci sono un mare di insidie dalle quali difendersi.
Gli artigli affilati e smaltati aiutano nella battaglia quotidiana, ma le unghie sbeccate possono servire per passare inosservati.
Ho sempre pensato che la seduzione, nella DONNA, fosse una cosa innata. Io e la mia migliore amica guardando spesso con malcelata invidia le fortunate femmine seduttrici, abbiamo stabilito che si nasce con il manuale di istruzioni, cioè loro, le seduttrici, nascono col manuale d'istruzioni, noi comuni mortali ci dobbiamo rassegnare, ci sarà sempre una partita di calcetto o un gioco nuovo alla play station di mezzo!
Alcuni giorni fa ho avuto la prova inconfutabile a tutte le mie teorie sull'argomento.
Come ogni santa mattina ho accompagnato il bimbetto 5enne alla materna, è stranamente presto(viaggio con quei 15 minuti buoni di ritardo,solitamente) e ci sono solo due bambini in classe, anzi un bimbo e una piccola sirena incantatrice, per la precisione.
Il maschietto ignaro è il migliore amico di mio figlio e appena lo vede corre da lui per invitarlo a sedersi nel tavolo e giocare insieme, ma ahimè dall'altro tavolo si alza la seduttrice: sfodera un sorriso smagliante e indossa una selezione coloratissima di pura bijotteria cinese, fa gli occhi dolci a mio figlio gli schiocca un bacino sulla guancia e prendendolo sottobraccio lo traghetta verso il suo banco.
Osservo mio figlio che viene irretito, ha lo sguardo imbambolato, e mentre passa dal banco dell'amichetto abbassa gli occhi, il poverino, di contro, pianta un muso e quasi gli scappa una lacrima lasciato solo lì coi suoi giochi tradito dal suo migliore amico.
Questa scena per me ha avuto quasi un non so ché di epico, io che proprio mai, nemmeno al top del mio splendore psico-fisico son riuscita a convincere un maschio a seguirmi...rifletto, ci rimugino sopra...forse avrei dovuto indossare della bijotteria cinese molto colorata.
Primo giro in quest' avventura e si parla di DONNE. Strano!
Allora a questo punto io vorrei parlarvi dei programmi che, a mo' di reality show, mostrano le più o meno giovani creature femminili negli istanti prima e dopo l'atto di mettere alla luce un figlio.
Ecco. Una domanda: PERCHE'!??!
Ok, io capisco che il miracolo della vita sia un'emozione fortissima, la cosa più bella del mondo, una gioia immensa. Io non la vivo così però. A me sembra più che questi programmi siano specchio dell'immensa soferenza che tu, donna, dovrai subire! (buahahahahaha risata satanica).
Potrebbe essere un'occasione per mostrare agli uomini come si soffre anche per dar loro una discendenza, e se finisse per dare modo agli stessi di sbeffeggiarci !?
"Ehhhh quelle urlano come delle matteee!!"
Loro infatti minimizzano non avendo la benché minima idea di cosa si possa provare, soprattutto forti del fatto che non è questione che li riguardi più di tanto, che non saranno loro a sudare, a spingere e urlare. Grrrrrrr.
Io figli non ne ho, e se mi fermo a pensare al parto manco li voglio. Dunque proprio non capisco perchè sbattermi in faccia questa cosa... che poi una un occhio ce lo da... (nonstante i "noooo non farloooo" di altre donne che prima di te si son lasciate andare alla curiosità...)
poi resta il fatto, che quando il pupo è nato ho pianto come una fontana (che poi magari lui stava pensando: "rimettimi dentroooo "(cit.))
Ho sognato Roberto Benigni che mi diceva, gesticolando in toscanaccio, "gli hai dato un cortile, ci ha fatto una porcilaia!". Ora, non è che io abbia mai recitato, non volontariamente, almeno. Ma i giorni sono pieni di bravi attori inconsapevoli. Contrariamente a molti trattati di psicologia infantile, da bambina non ho avuto un amico immaginario. Forse sono proprio queste le DONNE che li cercano nei forum, prima, nei social, ora. Il meccanismo è lo stesso che scatta con il vicino di posto in treno, o in areo, su lunghe tratte. Se facessimo una crociera da soli avremmo una gran quantità di estranei fraterni.
Il sesso opposto sembra possa accogliere meglio di un vaso canopo i nostri organi profumati: il cervello, lo stomaco, il cuore. Il guaio è che questi piccoli vasi non sono fatti per contenere più organi di diverse persone contemporaneamente, e non possono essere svuotati a piacimento per un rapido risciacquo.
Si è alzato un pò di vento, mi hanno passato un coltello seghettato per pettinarmi. Non l'ho preso e ho pensato: se sto calma mi passerà accanto.
Le donne sono Elpis (la speranza), ferme sul fondo del vaso scoperchiato e richiuso da Pandora. Aspettano non di essere liberate, ma di liberare se stesse con l'aiuto di un'altra donna, Pandora, che riaprirà il vaso. E' lei, la curiosità, che ci frega.
Ma in fondo anche di una porcilaia non si butta via niente.
"Lavoro praticamente solo con le DONNE. Io non vi sopporto, parlate sempre troppo, avete sempre da parlare, sempre!".
La Metà della mia Mela viene sempre a casa con il mal di testa, dal lavoro.
E la colpa è da dividere a metà tra l'ora e mezza di strada a tratta, e le femmine con cui passa otto ore cinque giorni a settimana.
Ci rido su... chissà che razza di colleghe ha, poverino, lo prendo un po' in giro...
Poi penso.
"Parlate sempre troppo, avete sempre da parlare, sempre!".
Cacchio, anche io sono così.
Fondamentalmente, a fasi alterne nella vita, credo che noi femmine siamo davvero tutte così.
Ogni virgola, ogni minuscolo particolare che osserviamo (o che ci viene riportato!) provoca nei meccanismi assurdi del nostro cervello di donne, un innesco imbarazzante e avido, che ci porta a "ricamare".. prima piano, poi sempre più vertiginosamente, alla velocità della luce...
Una semplice situazione ordinaria, si trasforma in una combutta nucleare super segretissima contro il mondo intero, e ci sentiamo compiaciute e fiere di essere state proprio noi, con le nostre minuziose analisi, a scoprirla.
Assurdamente, poi, ci sentiamo "riparate" e "al sicuro" utilizzando la magica frase.. "Non dirlo a nessuno".
Questo fa in modo che i segreti che qualcuno ci confida, possano essere con nostra immensa intima soddisfazione divulgati a più non posso... utilizzando sempre la postilla iniziale del "Ti devo dire una cosa.......", e ci diano modo sempre e comunque, in caso la nostra confidenza venga "scoperta", di indignarci a nostra volta perché la persona a cui avevamo detto "Non dirlo a nessuno", ci ha tradito.
Senza nemmeno per un secondo incolpare noi stesse del primo tradimento commesso, a chi si era confidato proprio con noi.
Con il tempo ho iniziato a convincermi che è l'attitudine femminile, un difetto genetico, che rende tutte noi così, chi prima chi dopo, chi sempre, chi una volta soltanto.
In alcuni casi troviamo questo difetto di fabbrica anche in alcuni maschi.... ma sono in netta minoranza (per fortuna!).
Ho anche iniziato a pensare che sia una specie di tossicodipendenza.... accogliere segreti di altri, e non trattarli mai come tali... vivere certe situazioni, e distorcerne la visione per convincerci che ci sia, sempre e comunque, qualcosa che non va (anche se nella maggior parte dei casi va tutto benissimo!).
E ho cercato di autorinchiudermi in una clinica solitaria e immaginaria.. perché "Accettando l'idea di avere un problema, si fa il primo passo per risolverlo davvero".
Il modo per me, al momento è uno solo...... Quando sento la frase "devo raccontarti una cosa", seguita dal famigerato "Non dirlo a nessuno"..... Io mi spengo.
Magari resto, ascolto, o leggo... ma rimuovo, cerco di fare del mio meglio per rimuovere tutto, resettare, e far finta di niente.
Far finta di niente, la sfida per ogni donna, che regolarmente ogni donna prima o poi perde.
Capisco la Metà della mia Mela, che dice che non ci sopporta.
Ci sono giorni in cui non mi sono sopportata nemmeno io.
Signori, in carrozza. Si parte.
Nel vero senso della parola. Altro ponte, altro giro, altra corsa. Io ed il mio inseparabile trolley rosso (Carpisa, rigido, comprato apposta per entrare nelle misure consentite del bagaglio a mano Easyjet) siamo pronti per una nuova avventura. Ed ancora una volta si ripete il "rito della preparazione": mia e sua.
La mia comprende tutte le operazioni di manutenzione ordinaria dellaDONNAmodello standard (ossia quella senza l'aspetto già photoshoppato come optional) : capelli, mani, piedi, ceretta, maschera viso... in ordine sparso.
La sua, le solite cose che ormai ci saltano dentro da sole: un tot di completi intimi, calze, calzini, beauty, trucchi... il pigiama no, quello resta da lui. E, si sa, quando inizi a lasciare da lui anche il pigiama, è fatta. Siete una coppia. Io e lui siamo una "coppia" ormai da un bel po'. Incredibile. E, cosa ancor più incredibile, mi piace. Inizia a piacermi anche troppo, più di quanto avrei mai pensato o osato immaginare.
Questa volta però non inizia solo un semplice "altro giro"... sono elettrizzata! C'è aria di nuovi inizi, nuovi incontri, nuove esperienze... nuove ere geologiche!
Tanto per cominciare presto vedrò parecchie di queste mie compagne d'avventura... le Gherls!
Cacchio, se non fossi così etero potrei essere fraintesa se dico che io AMO LE DONNE! E con queste donnine qua, io... io vorrei proprio viverci insieme, ecco.
Momento. Non-proprio-insieme-insieme-nella-stessa-casa, perchè, per quanto io le adori, poi so già che tempo una settimana e volerebbero plateaux... o come minimo ci prenderemmo per le ciocche, lisce, ricce, bionde, rosse o more che siano.
Diciamo che ci vivrei nello stesso condominio. Ecco, sì. Nella stessa rampa di scale... sai che seratine ci faremmo! Me lo vedo già quel condominio. Un tripudio di vasi di fiori nei pianerottoli... piante di limoni, aloe, basilico, rose e lillà...
Pomeriggi di tazze di the, tisane alla betulla, tazzine da caffè... e cioccolata. Soprattutto in certi giorni del mese. E qui (apriti cielo) ci sincronizzeremmo tutte in un attimo. Roba che il postino quando passa a consegnare la posta si deve fare il segno della croce e munirsi di casco, paracolpi e divisa imbottita.
E poi sarebbe tutto un "Cummà, com'è che la facevi la lasagna?" "Ohy, domani sera mi fai i capelli?" "Dài entra che intanto ci facciamo un aperitivo..." "Ma che ti sei comprata ieri? oh, pheeco, questo me lo presti per il mio weekend romantico!" "No, tesoro tu ti DEVI comprare un pigiamino sexy, basta cu sto Tezenis!" "Sì, sì, ma voi stasera uscite che i bimbi ve li tengo io!"...
Insomma, sarebbe fantastico. La vita, con queste DONNE qui, sarebbe più allegra, colorata.
Ho visto donne che voi umani non potreste immaginarvi e non mi trovavo al largo dei bastioni di Orione, ero seduta in salotto, concentratissima.
Volevo vincere una partita a scacchi contro mio padre, ma le mie strategie si sono aggrovigliate quando ho iniziato a fissare la donna sulla scacchiera.
E' il pezzo più potente, il suo campo d'azione è superiore a quello di ogni altro elemento.
Ne ero consapevole?
Può spostarsi in tutte le direzioni e di un numero qualsiasi di caselle.
Questa libertà di movimento non le impedisce di combinare dei gran casini, ma potevo usarla per arrivare velocemente alla vittoria:
"La faccio scivolare tra i pedoni con determinazione, poche mosse e conquisto già uno scacco! Diabolica Menguez!"
Per la cronaca ho perso.
Tutta impegnata com' ero a fare analogie tra la donna, regina degli scacchi e la donna, essere umano, ad un certo punto l'ho pure scambiata per il re...