18 maggio 2012

Cotolette da viaggio

Mia madre aveva una busta portadocumenti blu.
Lì dentro, a primavera, continuavo a sbirciare.
In attesa di vederli, di trovarli, di toccarli.
Eccoli.
I biglietti per il treno.
Trinacria, Intercity Milano - Messina, le vacanze con la mia famiglia.


Non ricordo la prima volta che ci sono stata, ma ricordo molto bene l'ultima.
E ricordo tutte le volte che ci sono state, in mezzo.
Seconda classe, cuccetta.. settimane prima di partire a litigare per il posto sul treno..
"Io dormo sopra", "no tu dormi in mezzo perchè sei più piccola e ci stai".
Uff.
Con le mie sorelle ho sempre perso.

Ricordo il thermos rosso e grigio dove mia madre metteva il caffè, "perché il viaggio è lungo, e io non dormo", diceva.
Ricordo il vestito giallo e nero, o quello rosso e nero, che indossava per il viaggio.
Ricordo la valigia marrone di pelle, o finta pelle, con il cinturone per chiuderla, e mio padre che la portava sulle spalle per sistemarla nello scompartimento.

Lui ci accompagnava sempre, alla Stazione Centrale a Milano, ma non faceva mai le vacanze insieme a noi.
A dire il vero, lui le vacanze non le faceva mai.
Stava a casa, "perché non si può lasciare la casa da sola", diceva.
Non aveva la patente, non l'aveva nemmeno mia madre.
Però trovava sempre un amico, che ci accompagnava in stazione.
Avevo sempre paura che il treno partisse con mio padre ancora tutto intento a sistemare le valige, perché voleva che non cascassero durante il lungo, lunghissimo viaggio.
Si partiva nel pomeriggio, e si arrivava il mattino dopo.












Il viaggio per le vacanze non era tale se non c'era il panino con la cotoletta, che mia madre cucinava prima di partire.
Solo su quel treno, lo mangiavo.
Uno dei sapori e dei profumi più buoni del mondo.
Scartare l'alluminio, trovare la carne ancora tiepida nel panino, sentire il leggero profumo di pollo con la panatura dorata, mi spalancava lo stomaco.
E al ritorno, lo stesso panino lo preparava mia Zia Maria, che però la panatura la faceva diversamente, con formaggio, pan grattato e prezzemolo... e chissà che altro.

Gli anni sono passati, di viaggi ne ho fatti a decine, soprattutto per lavoro, in tutto il mondo.
Ho sempre mangiato quello che mi davano in aereo, raramente (anzi, credo mai) mi sono portata del cibo cucinato da casa. Nemmeno quando sono andata in Cina.. e in quel caso forse avrei fatto bene!

Ho provato "da grande" a rifare quelle cotolette.... non mi sono mai riuscite.
Forse perché non le ho mai preparate per affrontare un viaggio.
Le cotolette da viaggio, se non le mangi in viaggio, sono impossibili da fare.



4 commenti:

HESH ha detto...

Mi hai fatto tornare in mente il mio primo viaggio insieme alla mia famiglia per venire qui in Piemonte dalla lontana Puglia. Forse un giorno scriverò un post a riguardo... Per quanto riguarda la panatura della cotoletta è assurdo di come il modo di farla cambi da persona a persona. Come la fa mia nonna non la fa nessuno, neanche mia madre riesce a farla meglio.

The Iron Lady ha detto...

Hai ragione riguardo alla cotoletta! Ognuno di noi la impana nel modo più disparato... Ma sono quelle fatte con amore, che restano più nel cuore!
Grazie mille per il commento.. è un piacere sapere le opinioni delle persone su quello che si pensa. Grazie davvero!

HESH ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
HESH ha detto...

Di niente figurati, anzi è bello sapere che ci sono blog che parlano di qualcosa di diverso ogni tanto. Posso darti un consiglio riguardo ai commenti? Installa il plugin Disqus così la gente può commentare tramite twitter, facebook e così via.